Dopo il successo dello spettacolo “Il Delitto Matteotti” torna al Teatro di Villa Lazzaroni “Delitti e processi della storia. Il teatro racconta”, a cura di Luigi Di Majo che racconta pagine oscure eppure esemplari della storia, della società, del costume riguardanti una serie di vicende giudiziarie e degli storici processi che ne sono seguiti.
Ospiti del teatro i giovani attori e attrici di “Fondamenta, La scuola dell’Attore”, realtà presente dal 2007 nel panorama della formazione teatrale romana e nata con l’obiettivo di formare giovani attori per il Teatro e il Cinema, sia artisticamente che professionalmente. La scuola è strutturata in tre anni di studio – con corsi di elevata qualità grazie al supporto di docenti e maestri ospiti impegnati attivamente nella scena teatrale e cinematografica nazionale – con il fine di promuovere la qualità scenica dell’attore, svilupparne l’espressività, liberarne la creatività e maturare il talento.
Sul palcoscenico del Teatro di Villa Lazzaroni “Artemisia Gentileschi”, un’opera scritta e diretta da Luigi di Majo.
Artemisia, una grande pittrice del ‘600, una delle prime “femministe”, viene violentata a diciotto anni dal suo maestro di pittura, Agostino Tassi, amico del padre, il famoso artista Orazio Gentileschi. All’epoca vi era la possibilità di estinguere il reato di violenza carnale con cosiddetto “matrimonio riparatore”.
Dopo aver scoperto che Agostino Tassi era impossibilitato al matrimonio in quanto già coniugato, Orazio Gentileschi lo denunciò. Fu così che ebbe inizio la vicenda processuale portata in scena dagli attori di Fondamenta, diretti da Luigi Di Majo. Un’opera attuale che affronta la vergogna che devono affrontare le donne vittime di violenze.
Con intensità la giovane interprete ha impersonato il ruolo della giovane Artemisia e ha mostrato l’anima ancora traumatizzata della giovane ma anche il suo coraggio e la sua forza di spirito nonostante l’impiego di falsi testimoni e l’intento del Tassi di infangare la sua reputazione davanti agli occhi della società del tempo. Artemisia, nonostante il dolore che fu costretta a patire e alle umiliazioni subite durante il processo non ritrattò la sua deposizione. Al termine del processo le autorità giudiziarie condannarono Agostino Tassi a cinque anni di reclusione o, in alternativa, all’esilio perpetuo da Roma, a sua completa discrezione. Il Tassi optò per l’allontanamento, ma non scontò la sua pena grazie alla protezione dei potenti committenti. Gentileschi vinse il processo ma la su la sua onorabilità a Roma era completamente compressa e la giovane dopo aver contratto matrimonio si trasferì prima Firenze e poi a Napoli dove continuò con successo la sua attività artistica.
Il pubblico ha salutato gli attori con un caloroso applauso.
Di seguito riportiamo i prossimi appuntamenti con Delitti e processi della storia, Il teatro racconta:
– 8 febbraio: Enzo Tortora, Un’altra colonna infame
– 1 marzo: La congiura di Catilina 63 a.C.
– 5 aprile: Maria Stuarda
– 10 maggio; Portella della ginestra. Il bandito Salvatore Giuliano
Per informazioni e prenotazioni per i Prossimi spettacoli del Teatro di Villa Lazzaroni
http://www.teatrovillalazzaroni.com
info@teatrovillalazzaroni.com
—-
Fotografie: Monica Irma Ricci




